La banda degli amanti

Da Voce d’Italia

di Eva Massari

Tutto comincia con La verità dell’Alligatore.

È il 1995 quando dalla penna di Massimo Carlotto nasce Marco Buratti, un ex cantante di blues che dopo aver scontato ingiustamente una condanna di sette anni, esce di galera reinventandosi investigatore privato.
Non ha una licenza, ma può contare su un paio di amici che lo aiutano nelle sue indagini, condotte sempre in bilico tra lecito e illecito.
Lo chiamano Alligatore per via del nome del gruppo in cui cantava, gli Old red alligators.

Vent’anni e sei romanzi dopo, Marco Buratti si trova a investigare su una nuova, intricata vicenda che lo riporta nella sua città, Padova, dove si occupa di una misteriosa sparizione, quella del professore universitario Guido Di Lello, di cui da qualche mese si sono perse le tracce.
A ingaggiare l’Alligatore è la ricchissima Oriana Pozzi Vitali, che gli confessa di essere stata l’amante del Di Lello e di essersi rifiutata, per non infangare il buon nome della famiglia di provenienza, di pagare un riscatto ai rapitori che lo avevano sequestrato.

Rosa dal rimorso di essere l’unica a conoscere la verità che ha portato alla scomparsa del professore, e dilaniata dai sensi di colpa per averne forse causato la morte, con una mano sulla coscienza e l’altra sul portafoglio racconta all’investigatore i dettagli di quell’amore clandestino, consumato tra un appartamento del centro storico e i migliori ristoranti della zona.

L’indagine di Buratti comincia proprio con un tour gastronomico che ripercorre i locali nei quali era solita cenare la coppia, che visita in compagnia del socio Max La Memoria, latitante con la passione della buona tavola.
È in uno di questi, la Nena, che i due si imbattono in Giorgio Pellegrini, proprietario del ristorante con un passato di militanza nella lotta armata e implicato in vicende di corruzione, prostituzione d’alto bordo e appalti truccati, e con una serie di criminali pronti a tutto sul suo libro paga.

Un’intuizione porta l’Alligatore sulle tracce dei rapitori, dietro i quali si nascondono complessi intrecci malavitosi che per essere sciolti richiedono la presenza dell’amico di sempre, il bandito gentiluomo Beniamino Rossini, che sta facendo i conti con un passato difficile da superare.

La banda degli amanti è un romanzo corale, scritto in prima persona utilizzando il punto di vista di due dei personaggi, che si esprimono in pagine veloci che tengono incollato il lettore fino all’ultima riga. Tra i protagonisti, oltre a Giorgio Pellegrini, già conosciuto inArrivederci amore ciao e Alla fine di un giorno noioso, anche Giulio Campagna, l’ispettore outsider incontrato in Cocaina e Crimini italiani.

Ci sono tutti i temi cari a Carlotto. L’amicizia, che è il filo conduttore di tutto il ciclo dell’Alligatore. Il Nordest, terra di confine che da ricca e promettente è diventata incubatrice di traffici illegali, sfruttamento, corruzione, spaccio, estorsione. E ancora il rispetto degli accordi, il valore di una promessa, la perdita di un amore.
Temi che, vent’anni dopo, sono ancora espressi alla massima potenza.

Chi si approccia per la prima volta all’Alligatore incontrerà personaggi di grande empatia.
Agli affezionati, invece, sembrerà di stare tra vecchi amici. Buratti, Rossini, Max La Memoria hanno dato vita ad alcune delle più belle pagine di Massimo Carlotto, cui va il merito  di riuscire, ogni volta, a far risorgere i suoi protagonisti dalle ceneri del mondo che abitano, e di cui conoscono la bruttura.
Li si ritrova sicuramente più stanchi e disincantati. L’abitudine a muoversi nell’extra legalità li ha fiaccati, l’amore li ha quasi uccisi, la vita li ha segnati.
Ma in fondo rimangono i ragazzi di sempre, quelli che vent’anni fa hanno stretto un patto per la vita, e che promettono di raccontare presto nuove storie.

Carlotto, Massimo, La banda degli amanti, edizioni e/o, pp. 195, euro 15,00. Disponibile in eBook.

Eva Massari
@evamassari